ROI e ROAS nel Marketing Digitale: come misurare il successo delle tue campagne

Uno dei grandi vantaggi del marketing digitale è la possibilità di misurare con precisione i risultati.
A differenza della pubblicità tradizionale, come volantini o spot televisivi, le campagne online generano dati concreti: clic, visualizzazioni, costi e vendite.
Tuttavia, molte PMI e imprenditori si trovano confusi davanti a sigle come ROI e ROAS.
In questo articolo scoprirai cosa significano, perché sono fondamentali e come calcolarli facilmente per capire se le tue campagne stanno davvero funzionando.

Che cos’è il ROI nel marketing

Il ROI (Return on Investment) è la metrica che indica il rendimento di un investimento.
In pratica, mostra quanto hai guadagnato rispetto a quanto hai speso.
Si calcola sottraendo l’investimento iniziale dal guadagno ottenuto e dividendo poi il risultato per la cifra investita.
Ad esempio, se spendi 1.000 € in una campagna pubblicitaria e ottieni 2.000 € di profitto, il ROI sarà del 100%, perché hai raddoppiato l’investimento.

Il ROI tiene conto di tutti i costi aziendali, non solo della pubblicità.
Per un calcolo realistico bisogna considerare:

  • i costi di produzione,
  • le spese di marketing e gestione,
  • eventuali commissioni o sconti,
  • e soprattutto il valore nel tempo del cliente (Customer Lifetime Value).

Un cliente fidelizzato che continua ad acquistare anche dopo la campagna aumenta notevolmente il ROI reale, rendendo l’investimento più redditizio di quanto appaia a prima vista.

Che cos’è il ROAS e come si calcola

Il ROAS (Return on Advertising Spend) misura invece il ritorno economico diretto della spesa pubblicitaria.
È la metrica più utilizzata sulle piattaforme come Google Ads o Meta Ads per valutare l’efficacia immediata di una campagna.

Il calcolo è molto semplice: basta dividere le entrate generate da una campagna per la spesa pubblicitaria.
Se investi 1.000 € in annunci e ottieni 5.000 € di vendite, il tuo ROAS è 5.
Significa che per ogni euro investito ne hai incassati cinque.

Il ROAS però non tiene conto dei costi di produzione o di gestione: fornisce quindi una visione parziale, utile per analizzare le performance delle singole campagne, ma non sufficiente per valutare il profitto complessivo dell’azienda.
Per questo motivo è importante monitorare sia il ROAS che il ROI: il primo misura l’efficacia pubblicitaria, il secondo la redditività globale.

Esempio pratico di ROI e ROAS

Immagina di essere un artigiano che vende prodotti online.
Decidi di investire 2.000 € in una campagna Facebook per promuovere una nuova collezione.
Alla fine della campagna ottieni 8.000 € di vendite, con 3.000 € di costi di produzione e 500 € di spese di gestione (spedizione, imballaggio, ecc.).

In questo caso, il ROAS è pari a 8.000 € diviso 2.000 €, quindi 4: hai incassato quattro volte l’importo speso in pubblicità.
Il ROI, invece, considera tutti i costi: (8.000 – 5.500) / 5.500 = 45%.
Significa che la campagna ha generato un rendimento netto del 45%.
Non eccezionale, ma comunque positivo. E se i clienti tornano ad acquistare nel tempo, il ROI reale può crescere ulteriormente.

Perché ROI e ROAS sono fondamentali per le PMI

Le piccole e medie imprese spesso non dispongono di grandi budget pubblicitari.
Per questo devono massimizzare ogni euro investito.
Monitorare ROI e ROAS permette di:

  • identificare le campagne più redditizie;
  • ottimizzare il budget concentrandosi sulle strategie più efficaci;
  • evitare sprechi di denaro su annunci poco performanti;
  • prendere decisioni basate sui dati, non sulle sensazioni.

Un imprenditore che conosce queste metriche può decidere con sicurezza se aumentare il budget, migliorare la creatività o interrompere le attività non profittevoli.
In altre parole, ROI e ROAS trasformano la pubblicità in una scienza misurabile.

5 consigli per migliorare ROI e ROAS

  1. Segmenta il pubblico
    Evita annunci generici. Definisci gruppi di utenti precisi per interessi, comportamenti o area geografica. Più il messaggio è mirato, più aumenta la resa.
  2. Ottimizza le creatività
    Testa sempre più versioni di testi, immagini e video. Piccole differenze di stile possono far crescere notevolmente il tasso di clic e il ROAS.
  3. Cura la landing page
    Una pagina lenta o confusa fa perdere conversioni. Assicurati che sia chiara, veloce e coerente con il messaggio dell’annuncio.
  4. Monitora regolarmente
    Non aspettare la fine della campagna. Controlla i dati ogni giorno o settimana per intervenire tempestivamente se qualcosa non funziona.
  5. Valuta il valore a lungo termine del cliente
    Non fermarti al primo acquisto. Se un cliente torna a comprare o consiglia il tuo brand, il ROI complessivo cresce esponenzialmente.

Conclusione

ROI e ROAS sono due strumenti indispensabili per capire se le tue campagne di marketing stanno funzionando davvero.
Il ROI mostra la redditività complessiva dell’investimento, mentre il ROAS ti aiuta a valutare l’efficacia pubblicitaria nel breve periodo.
Monitorarli insieme ti permette di ottimizzare il budget, ridurre gli sprechi e pianificare strategie di crescita sostenibili.

Con un po’ di pratica e strumenti come Google Analytics o Meta Ads Manager, anche le PMI possono imparare a leggere i numeri e usarli come alleati strategici per far crescere il proprio business.

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Davide Cervi

Nato nel 1998, da oltre 8 anni lavoro nel marketing digitale collaborando con agenzie e clienti in tutta Italia.
Mi concentro su obiettivi concreti, ottimizzando le risorse ed eliminando il superfluo per massimizzare i risultati.

Davide Cervi – Via Fanfulla, 8 – Massalengo (LO) – P.iva: IT11859460963

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